Di Emiliana Sancamillo Quando passione, talento e dedizione si incontrano, nascono storie che ispirano. Ed è proprio una di queste fantastiche storie che siamo lieti di presentarvi; quella di Michele Magnani Global Senior Artist per MAC Cosmetics, protagonista di una demo live sul palco di BAC 2025. Michele, ci racconta come ha avuto inizio la sua passione per il make-up? C’è stato un episodio in particolare che l’ha condotta su questa strada? La passione per il make-up arriva da molto lontano. Da bambino osservavo mia mamma o mia sorella mentre si truccavano e ne rimanevo letteralmente affascinato. Cresciuto ho iniziato a prendere i pennelli e truccarle. Disegnavo tantissimo e con loro poi sfogliavo le riviste di moda e sognavo ad occhi aperti quel mondo fatto di tanta bellezza. All’epoca era una realtà così lontana dal mio mondo ma con il tempo, l’impegno e tanta dedizione, adesso la sto vivendo. Oggi ricopre il ruolo di Global Senior Artist per MAC Cosmetics: quali sono stati i passaggi fondamentali del suo percorso professionale? E cosa rappresenta per lei questo incarico? È stato un percorso fatto di studio, backstage e tanta dedizione. Ho iniziato nei negozi, a contatto diretto con i clienti: quello è stato il primo vero laboratorio creativo. Poi sono arrivati i fashion show, i set fotografici, le collaborazioni con designer e talenti internazionali. Essere oggi Global Senior Artist per MAC significa avere la responsabilità di portare nel mondo la nostra visione: un make-up che unisce tecnica, creatività ed espressione personale. Nella sua esperienza, qual è un prodotto che non dovrebbe mai mancare nella valigia di un make-up artist? E qual è, invece, l’immancabile nella sua personale selezione di lavoro? Per il MUA: una base performante e affidabile — qualcosa che tenga con qualsiasi luce e qualsiasi condizione. Oggi, con il nostro Studio Fix, la base perfetta è imprescindibile: coprenza calibrabile ma naturale, e un prodotto illuminante per modellare la pelle. Nel mio case non manca mai uno highlighter liquido o in polvere per luce stratificata: è quello che trasforma una buona pelle in una pelle che “racconta”.



In BAC sarà protagonista con una demo live: può darci qualche anticipazione? Qual è, secondo lei, il valore aggiunto di questi momenti dal vivo? Porterò un focus sui trend più attuali, legati alle texture luminose e alla pelle che riflette personalità oltre che luce. I momenti live hanno un valore unico: permettono lo scambio diretto, l’energia che si crea in sala, e la possibilità di vedere la trasformazione in tempo reale. È un’esperienza che nessun tutorial digitale potrà mai sostituire. Il mondo beauty è anche una rete fatta di confronto, ispirazione e condivisione. Che ruolo ha, per lei e per il brand che rappresenta, il senso di appartenenza a una community di professionisti e appassionati? In MAC c’è una grande community fatta di make-up artist professionisti che lavorano in MAC, ma anche, di make-up artist che lavorano al di fuori di MAC, di celelebrities, di influencer, c’è un senso di appartenenza molto forte, che ci rende, particolarmente orgogliosi, di far parte di questa community” Il senso di appartenenza è quello che trasforma un lavoro individuale in un movimento collettivo: confrontarsi, ispirarsi a vicenda, crescere insieme. Ed è quello che ci permette di portare avanti il nostro messaggio: il make-up come forma di libertà ed espressione personale. Qual è, a suo avviso, il valore di un evento unico come BAC, capace di coniugare formazione, confronto e incontro tra professionisti di diverse generazioni? Perché ritiene importante, in qualità di azienda, essere presenti e quali opportunità concrete può offrire ai make-up artist e operatori del settore che scelgono di partecipare? Eventi come BAC sono necessari: perché creano un ponte tra generazioni e tra visioni diverse. Per MAC, essere presenti significa dare ai professionisti non solo strumenti, ma anche stimoli, nuovi punti di vista, connessioni reali. È un’occasione concreta per aprire opportunità, dal networking alla formazione, e per ispirare le nuove generazioni di MUA. Che consiglio si sente di offrire a chi desidera trasformare il make-up in una vera e propria professione? Di non avere paura di sporcarsi le mani: serve tanta pratica, tanta umiltà e la voglia di osservare. Il talento è importante, ma è la costanza a fare la differenza. E soprattutto: non dimenticare mai che non stai solo truccando un volto, stai raccontando una storia.



Negli ultimi anni il settore beauty è cambiato molto, anche grazie ai social e alle nuove tecnologie. Secondo lei, quali sono i trend che stanno trasformando di più il lavoro dei make-up artist? I social hanno reso il make-up più immediato, più “shareable”, e questo ha cambiato la percezione stessa della bellezza. Oggi i trend principali sono la pelle come tela principale — naturale ma luminosa — e il gioco con texture e finish che esprimono personalità. Penso anche a come i tool digitali e l’AI stiano ridefinendo il nostro rapporto con l’immagine: il make-up deve saper convivere con queste nuove realtà. Cosa si aspetta personalmente da BAC e che valore ha per lei incontrare dal vivo make-up artist emergenti e professionisti affermati? Mi aspetto energia, confronto e nuove prospettive. Ogni volta che incontro giovani MUA porto a casa un bagaglio diverso: idee fresche, nuove tecniche, approcci che magari non avrei considerato. È un arricchimento reciproco, ed è il vero motivo per cui amo partecipare a eventi come questo. Se dovesse descrivere il make-up con una sola parola o immagine, quale sceglierebbe? Libertà. Perché è la possibilità di trasformarsi, di scegliere chi essere ogni giorno, di raccontarsi senza parole.







